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Arriva il mercato digitale unico

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Arriva il mercato unico digitale: Netflix e YouTube dovranno produrre anche contenuti in Europa

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La diffusione delle piattaforme video online come Youtube e i nuovi servizi a pagamento come Netflix hanno reso necessaria un’evoluzione delle norme europee che regolano il settore audiovisivo. La Commissione europea ha proposto oggi un aggiornamento della direttiva che da 30 anni disciplina i contenuti audiovisivi con l’obiettivo di creare condizioni più eque per tutti gli operatori, promuovere i film europei, tutelare i minori e contrastare più efficacemente l’incitamento all’odio. La proposta di oggi, secondo l’esecutivo di Bruxelles, delinea anche un nuovo approccio alle piattaforme online, nel quadro della strategia per il mercato unico digitale. Il pacchetto prevede limiti alle inserzioni pubblicitarie, obbligo di promozione dei film europei per tv tradizionali e on-demand ma anche per piattaforme di contenuti audiovisivi da Youtube a Netflix, una migliore protezione dei minori e dei consumatori garantita anche per quanto acquistato su internet, oltre alla fine del geoblocking, ossia la libertà di acquistare contenuti online senza limitazioni di residenza o carte di pagamento.

VIDEO SÌ, MUSICA NO

 A restare fuori dal divieto di geoblocking, per ora, è la musica, la cui lobby ha fatto sino all’ultimo molte pressioni su Bruxelles, ma anche gli altri servizi non audiovisivi come ebook, giochi e software. Non si potrà quindi per ora acquistare canzoni, app o libri elettronici disponibili negli Store di altri Paesi diversi dal proprio, anche se la Commissione si impegna a una revisione in futuro. Per le piattaforme, da Facebook ad eBay, la Commissione propone un approccio ad hoc e non generalizzato, area per area.

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NETFLIX NON CI STA

«I nostri membri in tutto il mondo amano i programmi europei ed è per questo che il nostro investimento in tali contenuti, tra cui gli original Netflix creati in Europa, è in costante crescita. Comprendiamo l’obiettivo della Commissione Europea di voler dare impulso alle produzioni europee, tuttavia le misure proposte non serviranno effettivamente a raggiungere tale scopo. Abbiamo investito centinaia di milioni di euro in produzioni europee finora, un investimento che continua a crescere». A rivendicarlo è Joris Evers, Vice President, Head of Communications for Europe, Middle East and Africa di Netflix, in merito alla proposta di Bruxelles di imporre anche ai colossi web di video on demand come la stessa Netflix o Amazon una quota del 20% del catalogo da destinare alle produzioni europee.

LE SERIE EUROPEE 

«La nostra prima serie originale Netflix creata in Europa, Marseille, ha debuttato all’inizio di maggio – ricorda Evers – e sta avendo molto successo in tutto il mondo. Una seconda produzione europea Netflix, The Crown, verrà lanciata quest’anno. Inoltre, stiamo lavorando a varie serie in Spagna, Italia e Germania e siamo alla ricerca di ulteriori progetti. Oltre alle produzioni originali, abbiamo numerose partnership con le emittenti europee, tra cui BBC (Watership Down), Channel 4 (Kiss me FirstCrazy Face), ITV (Marcella), TV2 Denmark (Rita). Abbiamo inoltre in licenza la programmazione della Bbc e molte altre emittenti e siamo importanti acquirenti di film europei, tra cui diversi titoli acquistati al recente Festival di Cannes».

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